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Alessio Tavecchio, Conferenza alla Scuola Svizzera di Milano, martedì 13 novembre 2018

Occhi sinceri e un sorriso contagioso segnano il volto di Alessio Tavecchio che oggi, 13 novembre 2018, nella palestra della scuola svizzera di Milano, ha voluto condividere con i ragazzi della secondaria la sua storia.

Consapevolezza è una parola che risuona con forza, rimbomba tra le mura dello stabile; esperienza, la sua, dolorosa eppure salvifica, è il dono con cui intende celebrare questa giornata speciale.

Quando Alessio Tavecchio inizia a parlare, il cicaleccio di fondo si tace e l’attenzione è massima.

A soli 23 anni, perse l’uso delle gambe in un incidente in moto. La dinamica, banale per chi è abituato all’ebbrezza delle due ruote, lo ha visto incappare in una buca, non segnalata, alla velocità di 50 Km/h, ribaltarsi e risvegliarsi in ospedale con una grave lesione spinale che lo avrebbe costretto in sedia a rotelle per il resto dei suoi giorni.

L’obiettivo della conferenza è quello di responsabilizzare i ragazzi sull’importanza della presenza e della prudenza: non si può guidare un mezzo, a due o quattro ruote, pensando ad altro, giocando con il telefono, distraendosi; così, per coinvolgere maggiormente i giovani uditori, Tavecchio ha dato vita a delle dimostrazioni, per dare concretezza ai concetti, forse troppo astratti, di velocità e sicurezza. Ha inoltre scherzato molto sull’idea che la velocità faccia sentire grandi, onnipotenti, ma ha insistito con vigore su come in pochi istanti, o in un solo secondo, la vita possa cambiare drasticamente, se non addirittura finire.

Il messaggio passato oggi, con immediatezza e spontaneità, è che fare prevenzione può davvero salvare la vita.

La speranza di noi insegnanti è che il vissuto di Tavecchio possa fare da monito per questi ragazzi che si affacciano ora alla vita, il cui rispetto è il valore più alto che possiamo insegnare loro.

Con una luce particolare negli occhi, Tavecchio ha concluso il suo intervento affermando di aver scelto di trasformare la sua sofferenza in una sfida, lottando per dare un nuovo senso alla sua vita e mettendosi al servizio dei giovani, perché possano coltivare i loro sogni e, con coraggio, realizzarli, così come ha fatto lui.

Simona Trombetta, docente SSM-Campus Cadorago